”Noi siamo quello che mangiamo” ? Il filosofo tedesco Feuerbach, già nella metà del 1800, aveva  espresso questo dogma  ed  oggi più che mai possiamo confermate che la nostra salute è  influenzata da ciò che mangiamo.

Nell’epoca odierna  del “food delivery” e dell’etica del  cibo sano , in tutte le sue sfaccettature,  l’alimentazione influenza non solo il fisico ma anche la coscienza ed il modo di pensare, “mangiare bene e mangiare sano” è oggi una norma di vita.

Ritornando alle massime del pensatore tedesco “Per migliorare le condizioni spirituali di un popolo, bisogna anzitutto migliorarne le condizioni materiali”, ecco quindi nascere la necessità quotidiana di capire sempre più cosa scegliamo di  “ingerire”.

L’etichetta  ci viene quindi  in soccorso, essendo  senza dubbio per il consumatore la carta d’identità dell’alimento riportando  informazioni  non solo sul contenuto nutrizionale del prodotto.

Come si legge un etichetta?   Saper leggere correttamente le etichette rappresenta un atto di responsabilità verso il nostro benessere e verso quello delle persone  che mangiano le cose che acquistiamo. Ecco allora, in grafica, elencate le regole base per orientarsi fra gli scaffali del supermercato ed evitare sorprese indesiderate a tavola.

 La lettera A indica l’elenco degli ingredienti  in ordine decrescente di peso a partire da quello usato in dosi maggiori.

Il carattere B, ci mostra le modalità di conservazione e le istruzioni per l’uso del prodotto.

Poco più giù si trova la Tabella nutrizionale C, che riporta i valori per circa 100 gr di prodotto.

La nota fogliolina verde con le stelline D , immancabile simbolo per ogni prodotto biologico, è il marchio  unico europeo in vigore dal 1 luglio 2010.

Da dove arriva il prodotto che stiamo acquistando ce lo dicono le lettere E, F che indicano l’origine del prodotto in etichetta, obbligatorio secondo il regolamento 834/07, e l’indicazione geografica IT per Italia.

Sotto il codice identificativo dell’organismo di controllo va esposta l’indicazione:-Agricoltura UE; Agricoltura NON UE; Agricoltura UE/NON UE. Ricordando che  se la percentuale di materia prima di cui si costituisce il prodotto è inferiore al 2% la sua provenienza può essere omessa in etichetta.

E’ un diritto inderogabile del consumatore del prodotto Biologico sapere quale organismo certifica il suddetto alimento  e l’etichetta, alla lettera G,S  in grafica,  deve riportare il codice dell’organismo di controllo. Codice alfanumerico  formato da IT: sigla identificativa dello stato membo;  BIO: termine che rinvia al metodo di produzione biologico; numero di riferimento stabilito dall’autorità competente.

Ogni operatore del biologico possiede un codice  identificativo, esposto alla lettera H. A vigilare, di concerto,  sulla correttezza del prodotto il MIPAAFT. Pochi sanno che  secondo il decreto legge 12 luglio 2018 n° 86 i prodotti alimentari biologici devono essere etichettati con la nuova dicitura: Organismo di controllo autorizzato dal MIPAAFT, ovvero il nuovo acronimo del Ministero delle Politiche Agricole, alimentari, forestali e del turismo.

Biologico è anche ecologico e segue gli standard per il rispetto del nostro ecosistema ecco quindi essere fondamentali in etichetta le indicazioni per lo smaltimento imballaggi, il codice a barre del prodotto, il peso netto del prodotto ( alle lettere I,J,K,).  Occhio sempre  allo spreco, è importantissimo distinguere infatti in etichetta le modalità e termini di conservazione, alla lettere L. Sulla durabilità del prodotto bisogna distinguere il termine minimo di conservazione (“ da consumare preferibilmente entro” ciò indica che il prodotto oltre la data indicata può avere subire una modifica delle caratteristiche organolettiche ma l’alimento non risulta nocivo per la salute) dalla data di scadenza ( limite oltre il quale il prodotto non deve essere consumato perché nocivo per la salute).

Le nuove norme di tracciabilità alimentare impongono la presenza in etichetta del lotto di produzione/vendita , lettera O.  Per i consumatori più attenti, l’etichetta deve inoltre contenere la sede dello stabilimento e ragione sociale-dal 5 Aprile 2018 in Italia- vi è l’obbligo di indicare in etichetta la sede dello stabilimento di produzione e confezionamento.

Molti consumatori si chiedono perché in alcuni prodotti appare già il termine biologico nella denominazione e in altri no? Il termine biologico  è posto nella denominazione, ovvero nel marchio commerciale del prodotto alla lettera R,  solo se  almeno il 95% degli ingredienti di origine agricola è biologico,  il restante 5% deve essere comunque conforme all’All. IX del Reg. CE 889/09. Siamo quindi quello che mangiamo? Indubbiamente il cibo è cultura è per noi umani non c’è natura  senza cultura .

 

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