Enzo Bianco accusa. Lo fa sul profilo Facebook.  E’ troppo forte la tentazione di rispondere a chi gli attribuisce la responsabilità del dissesto del Comune di Catania che ha amministrato prima dell’insediamento di Salvo Pogliese avvenuto lo scorso maggio. Così cede. Cede così, utilizzando anche le maiuscole, stizzito.
Il commento della cittadina catanese, però, è stato cancellato. Non sappiamo se per errore o per furore. E’ rimasta la risposta, che accusa Raffaele Stancanelli di essere l’origine del male. Per Bianco, adesso consigliere comunale, anche se sul profilo continua a definirsi sindaco, è il primo cittadino di centrodestra che lo ha preceduto il responsabile del dramma col quale adesso il capoluogo etneo deve vedersela.

E lo ribadisce

Sempre con il cognome dell’ex sindaco scritto a caratteri cubitali, a mo’ di gogna.

“STANCANELLI”, ecco il colpevole per Bianco, che indossa l’armatura del cavaliere messo forzatamente a riposo dopo avere difeso la città dai draghi. Un cavaliere amato, a suo dire, così come manifesta rispondendo ad un altro commento di una cittadina allarmata perché, secondo quanto rivela, da tre mesi i dipendenti della Catania Multiservizi, società partecipata del Comune che si occupa di manutenzione e pulizia, non ricevono lo stipendio.

Insomma, fra Stancanelli e Pogliese Catania ha vissuto in un’oasi. E’ questa la convinzione o la strategia di Bianco e dei suoi fidati. Che adesso si propongono pure per i salvatori, così come ha dichiarato il vicepresidente del Consiglio comunale, Lanfranco Zappalà, del gruppo Con Bianco per Catania: “Prendiamo atto con rispetto della decisione della Corte che ha respinto il ricorso del Comune. Adesso, se realmente lo si vuole, ci sono i modi per evitare il dissesto le cui conseguenze sarebbero pagare dalla città: l’amministrazione comunale sottoponga all’esame del consiglio il Piano per il riequilibrio pluriennale e lo si approvi entro il 30 novembre, utilizzando la facoltà che è stata prevista nel decreto Milleproroghe. Il Consiglio, sono certo, valuterà con la massima attenzione e disponibilità”.

Stancanelli è a Roma. Per ora preferisce non rispondere alle parole di Bianco.

Ma ci pensa Fratelli d’Italia a dire la sua: “Di fronte al dramma che sta vivendo – afferma il coordinatore regionale Manlio Messina – Catania ha bisogno di un’operazione verità: niente infingimenti, niente mascheramenti, l’ex sindaco Enzo Bianco e chi ha condiviso con lui responsabilità di governo devono rispondere alla città e magari forse, un giorno, in altre sedi, dal momento che sui conti del Comune la Procura sta indagando”

E il consigliere Luca Sangiorgio, capogruppo al Comune di Salvo Pogliese sindaco- Una scelta d’amore per Catania, invece, risponde a Zappalà: “Poiché non sappiamo se il consigliere Zappalà quando sottoscrive i comunicati sia serio o abbia sempre voglia di scherzare, gli ricordiamo che per evitare il dissesto sarebbe bastato approvare nei termini giusti la prima rimodulazione del piano entro il 30 maggio 2017, anziché in ritardo di due giorni, e poi approvare nel mese di febbraio 2018 l’ulteriore rimodulazione in vent’anni, che il consiglio scorso e quindi anche lui, invece, non ha mai preso in esame. Non averlo fatto, colpevolmente, come di fatto dice la Corte forse ha precluso le ultime residue speranze di fare ricorso a quello strumento: ma questo purtroppo non è uno scherzo”.

 

 

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