I maltesi regalano bussola e benzina ai migranti per farli arrivare a Lampedusa. Il Viminale denuncia ed il ministro dell’Interno Matteo Salvini attacca: “Troppi indizi ci fanno credere d’essere di fronte a un vero e proprio atto ostile di un altro Paese dell’Unione Europea: dopo quanto emerso a Claviere nelle ultime settimane, c’è la sensazione che l’Italia sia sotto attacco”

La Guardia costiera maltese, indicano fonti del Viminale, ha intercettato una imbarcazione con 13 immigrati a bordo: anziché portarla al sicuro ha fornito all’equipaggio una bussola per indicare la rotta verso l’Italia. Poi ha dato acqua, due taniche di benzina e giubbotti di salvataggio di marca Mecca Marine, azienda maltese che produce anche le uniformi della Marina de La Valletta.

L’imbarcazione con 13 persone è quindi arrivata a Lampedusa, dove gli immigrati (dieci tunisini e tre del Corno d’Africa, nel gruppo ci sono due donne) hanno raccontato l’episodio. Ci sono indizi, proseguono le fonti, che, secondo gli investigatori, rendono credibili le testimonianze.

L’ imbarcazione, arrivata la mattina di venerdì scorso in Sicilia, era stata avvistata la notte prima da un velivolo della Guardia di Finanza in acque Sar maltesi. Tra le 21 e le 22 il natante partito dalla Tunisia aveva finito il carburante: solo dopo qualche ora, verso le 4 e grazie alla segnalazione italiana, erano intervenuti i maltesi. Una nave si era fermata a un centinaio di metri dalla barca alla deriva, facendo partire un gommone. A bordo alcune persone, secondo i racconti degli africani, avevano divise “Come quelle della guardia costiera” de La Valletta. Dopo aver riempito il serbatoio, il natante era stato scortato verso l’Italia per almeno un’ora di navigazione.

I giubbotti della Mecca Marine erano stati dati dai maltesi anche agli immigrati poi saliti a bordo della Diciotti, lo scorso 15 agosto… “Alcuni Paesi membri dell’Ue – sottolinea Salvini- si disinteressano degli immigrati e ce li rifilano, mentre Bruxelles ci minaccia di sanzioni per la manovra: non ci faremo intimidire”.

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