Il Comitato nazionale guide alpine italiane (Conagai) ha chiesto alla Procura di Catania, “per l’eventuale attivazione delle procedure disciplinari, di avere notizia dell’avvenuta iscrizione di guide alpine nel registro delle notizie di reato” nell’ambito dell’inchiesta Aetna sugli appalti per le escursioni sul vulcano attivo più alto d’Europa. Il Conagai, aspettando la conclusione delle indagini, esprime la “fiducia nella magistratura che saprà chiarire le posizioni delle guide alpine che fossero oggetto di indagini”. Intanto ha “preso sollecitamente contatto” con il Consiglio direttivo del Collegio Regionale delle Guide Alpine e Vulcanologiche della Sicilia per “un’analisi approfondita della situazione e per valutare gli opportuni provvedimenti che si rendessero necessari per il corretto proseguimento del funzionamento dell’organo di autogoverno e autodisciplina della professione”.

Il Conagai ricorda che “la tradizione nella formazione delle guide da parte degli organismi tecnici delle guide alpine stesse risale ai primi decenni dell’Ottocento” e che ha “assicurato una formazione riconosciuta di alto profilo professionale e morale secondo gli standard internazionali Uiagm” ad accompagnatoti e guide “in grado di offrire alla clientela che alle guide si affida quell’assistenza durante le ascensioni e le escursioni che è sinonimo di sicurezza”.

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