Punta la pistola alla tempia di un cliente della tabaccheria di una stazione di servizio di Catania nella quale fa irruzione col complice. La punta con violenza, premendola con forza contro la testa di una persona inerme, disarmata, che nemmeno si era accorta della loro presenza, aggredita anche se non ha fatto cenno di ostilità, reazione.

E’ la maniera di agire delle nuove leve della criminalità, di quella massa di vigliacchi che si reputano forti aggredendo in branco, armati; che si atteggiano come se fossero in una fiction, attori grotteschi che mimano movenze, gesticolano, scimmiottano e predano convinti, evidentemente, di farla franca, perché nonostante le videocamere di sorveglianza non si preoccupano di fare caso all’abbigliamento indossato, ai mezzi utilizzati per raggiungere l’obiettivo, visto che poi sono proprio certi dettagli ad aiutare gli investigatori a incastrarli. Visto che poi Lorenzo Rotondo Cocco e Giovanni Pasqualino Di Benedetto sono stati beccati in flagrante mentre compivano un’altra rapina in un’altra tabaccheria nella stessa giornata di quella documentata dal video che vi mostriamo.

Le due rapine sono dello scorso 6 settembre. Arrestati per quella in cui sono stati colti in flagranza di reato, adesso dovranno rispondere pure della seconda rapina che gli agenti della Squadra Mobile sono riusciti a ricondurre a loro. Secondo la nuova accusa, prima avevano rapinato, ripresi dalle telecamere del sistema di sorveglianza, una stazione di servizio, rubando 1.300 euro in contanti e diversi pacchetti di sigarette. La dinamica brutale dei due assalti e i pantaloni indossati da Di Benedetto uguali a quelli di un rapinatore del tabacchino e altri elementi trovati nelle abitazione dei due arrestati, secondo gli investigatori non alimentano dubbi sulla loro colpevolezza.

Carcere solo per Di Benedetto. Il complice è ai domiciliari.

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