I mafiosi nigeriani si affiliano così come documenta il video. Le intercettazioni hanno permesso di registrare, in diretta, un rituale caratterizzato da canti che inneggiavano all’unità della confraternita durante il quale ciascun singolo appartenente esclamava “voglio essere Norseman”. La forma di giuramento sancisce in modo inequivocabile la fedeltà che è dovuta all’organizzazione e la ferocia degli appartenenti al gruppo, in base alla regola del “Baga kills baga”, secondo cui se un Viking fa del male ad altro sodale, la reazione può essere l’omicidio.

Gli agenti della Squadra Mobile di Catania hanno scoperto una cellula del clan denominato Vikings o Supreme Vikings Confraternity all’interno del Cara di Mineo, dove i criminali ospitati nel centro di accoglienza per migranti vi avevano fissato la loro base operativa, avviando anche un lucroso traffico di stupefacenti.

I 16 arrestati sono accusati di associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti e psicotrope, detenzione, trasporto e spaccio di cocaina e marijuana, con l’aggravante mafiosa, violenza sessuale aggravata.

Il via alle operazioni è stato dato dalla denuncia di un richiedente asilo nigeriano vittima di aggressioni e rapine subite dai suoi connazionali all’interno del Cara. L’uomo ha permesso di fare emergere la presenza dell’organizzazione criminale transnazionale conosciuta anche col nome NORSEMEN della Nigeria, cioè antichi scandinavi della Nigeria, che, chissà se i delinquenti africani lo sanno, è pure il titolo di una celebre serie televisiva demenziale che prende in giro i vichinghi…

Curiosità che invitano al sorriso a parte, la faccenda è drammatica, perché conferma quanto sospettato da tempo e cioè che con gli sbarchi non giungono soltanto esseri umani che fuggono da guerre o condizioni di estrema povertà ma anche criminali che strategicamente cercano di infiltrarsi in Italia e nel resto del Continente per radicarsi.

In particolare, gli indagati appartenevano tutti alla cellula denominata “CATACATA M.P. (ITALY SICILIY) – De Norsemen Kclub International”, attiva a Catania e nella sua provincia, imponevano la propria egemonia sul territorio con brutalità, opponendosi e scontrandosi con gruppi cultisti rivali al fine di assumere e conservare il predominio nell’ambito delle comunità straniere presenti all’interno del centro di accoglienza, creando un forte assoggettamento omertoso.

Al vertice della consorteria secondo la polizia c’era la figura di William Ihugba, alias “Unoma” o “Oyoma”, del gruppo dei “Vikings” in Italia, al quale è contestato il ruolo di promotore, e ritenuto capo supremo con potere di nomina dei capi (detti “executioner” ) dei gruppi territoriali esistenti sul territorio nazionale. Il capo attuale del gruppo operante a Catania e provincia è in Kingrney Ewiaron, detto “Jogodò” o “Geghedé”.

Per sottomettere gli altri ospiti del Cara, i criminali commettevano atti di ferocia plateali, dimostrativi. Numerosi gli episodi emersi dalle intercettazioni, fra i quali lo stupro di gruppo dello scorso settembre, quando alcuni degli arrestati hanno fatto irruzione nell’alloggio della vittima armati di machete e, minacciandola di morte, hanno abusato di lei più volte.

I balordi avevano fatto diventare il centro di accoglienza un importante snodo per rifornire gli spacciatori nigeriani presenti nelle piazze di Catania, Caltagirone e Caltanissetta. Ecco l’intercettazione di una contrattazione.

C’è anche un pentito nigeriano, protagonista della vicenda, che ha rivelato particolari del giuramento denominato “oath”, che prevede che l’aspirante cultista beva il sangue di un Viking – il quale si taglia un dito con un rasoio o con pezzi di ossa, – secondo il principio del “blood for blood”, sangue per sangue.

Nomi e foto degli arrestati.

 

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here