“Stiamo morendo”. E’ stato urlato più volte. E chi non urlava, piangeva o pregava o restava paralizzato alla poltrona, incredulo, sconvolto, terrorizzato.

“Io sono uno di quelli che è rimasto paralizzato dalla paura”,  ci racconta Emilio Naro, uno dei passeggeri dell’Airbus A320 dell’Air France che, ieri pomeriggio, è stato colpito da un fulmine poco dopo il decollo dall’aeroporto Fontanarossa di Catania per raggiungere Parigi.

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“Eravamo appena partiti – continua il passeggero catanese – su Catania si era abbattuto il maltempo, ma non eravamo preoccupati. Dopo 10′ abbiamo visto un bagliore potente e sentito un boato fortissimo. Nello stesso istante si sono aperti gli alloggi delle mascherine per l’ossigeno, che sono piombate davanti ai nostri occhi, e sono saltate tutte le sicure di plastica delle uscite di emergenza. Inoltre l’aereo è stato invaso da una forte puzza di bruciato. Da quel momento è successo di tutto”.

Il tono di Emilio è quello di chi ancora è provato dall’esperienza che nessuno si augurerebbe di vivere: “E’ stato bruttissimo, e ve lo dice uno che, caratterialmente, non si fa prendere dal panico. Bisognava essere lassù per capire. Poteva succedere una tragedia già solo per lo choc, visto che fra i passeggeri c’erano molti anziani terrorizzati e il cuore si sa che brutti scherzi può fare se sottoposto a improvvisi e violenti stress. Attorno a me c’era che si aggrappava alle hostess e chiedeva, urlando, se stavamo per morire, altri convinti che stessimo per precipitare, genitori che abbracciavano disperati i loro bambini. Vi lascio immaginare cosa possono avere provato un padre e una madre coi loro figli accanto in quei momenti… Per lunghissimi, interminabili minuti l’isteria sembrava non avere fine nonostante la professionalità dell’equipaggio, perfettamente addestrato ad affrontare una situazione così drammatica. Ci abbiamo messo una ventina di minuti a rientrare. Venti minuti in cui ci è sembrato di essere in uno di quei film catastrofici. Terribile”.

Emilio ci testimonia quanto avvenuto da Parigi, dove lo abbiamo raggiunto telefonicamente e dove è atterrato stamattina, dopo essere ripartito da Catania alle 6: “Quando siamo atterrati ci hanno fatto attendere 2 ore in aeroporto perché l’Air France doveva valutare il da farsi. Alla fine ci hanno detto di attendere loro comunicazione ed a mezzanotte ho ricevuto per email che avrei potuto raggiungere la Francia col volo delle 6. Fortunatamente sono qui, posso raccontare quel che è successo e cominciare la mia vacanza”.

L’Airbus colpito dal fulmine che ha provocato, oltre a quel che ha dettagliato Emilio, una fiammata su un’ala e lo stordimento di un pilota, investito da un violento suono provocato dalla scarica elettrica nelle cuffie, è ripartito ieri sera, alle 22.30, per Parigi, vuoto, senza passeggeri, così come accade quando avvengono eventi che richiedono delle analisi approfondite. In particolare, saranno controllati gli impianti elettrici del velivolo per constatare se hanno subito danni. In questi casi, anche il punto in cui entra il fulmine è ben evidente e si valuta lo stato della fusoliera.

 

 

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