Il 4 marzo l’Urp riconquisterà la sede che il sindaco di allora, Raffaele Stancanelli, aveva fortemente voluto al piano terra di Palazzo degli Elefanti.

Il verbo che abbiamo scelto sintetizza, spiega subito quella che per le vicende catanesi non è una mera notizia di servizio. Perché di riconquista si tratta, perché di esito finale di una guerra si tratta. Quella vinta da Nuccio Molino.

L’Ufficio Relazione col Pubblico, da fiore all’occhiello del Comune di Catania, da Enzo Bianco, sindaco succeduto a Stancanelli e nelle scorse elezioni detronizzato da Salvo Pogliese, era stato mortificato, depotenziato, emarginato.

Una risorsa per i cittadini, numerosissimi e attivissimi nel segnalare disservizi o chiedere informazioni utili per orientarsi nei labirinti burocratici, ridotta a una presenza molesta da cacciare via soltanto per soddisfare faide politiche che nulla hanno a vedere col benessere ed i diritti dei cittadini.

Perché quel fiore all’occhiello che vantava sul petto Stancanelli, per il quale Bianco non ha mai nascosto l’antipatia, doveva marcire. Così, quando l’ex sindaco del Pd, adesso consigliere comunale, ha riconquistato la poltrona di primo cittadino, uno dei primi provvedimenti è stato rimuovere Nuccio Molino dal vertice dell’ufficio stampa del Comune, depotenziando le sue mansioni di capo della comunicazione pubblica e facendolo traslocare con quell’ufficio che aveva contribuito a fare diventare un punto di riferimento dei cittadini in una sede decentrata, lontana da piazza Duomo, nascosta in un palazzo malconcio al civico 3 di piazza Matteoti, in realtà il parcheggio dei dipendenti della adiacente Questura.

Quella che vedete nella foto. Nessuna segnaletica o targa per indicare la presenza dell’Urp all’interno, dove i, pochi, dipendenti lamentavano la scomodità dei locali divorati dall’umidità e l’impossibilità per anziani, famiglie con prole e disabili di raggiungere la nuova sede.

Nel frattempo comincia la battaglia legale di Molino, che denuncia il Comune di Catania sostenendo che dal 15 luglio 2013 era stato lasciato dall’Amministrazione comunale in uno stato di forzata inattività. Ed il Tribunale civile gli darà ragione, affermando, il 21 dicembre di 2 anni fa, che il giornalista “ha subito un illegittimo demansionamento” e condannerà il Comune “a destinare il ricorrente all’espletamento delle mansioni corrispondenti alla qualifica posseduta (redattore capo) ovvero all’Area di inquadramento”.

Sentenza mai eseguita da Bianco. Perché Molino continuerà a essere disprezzato dall’ex sindaco, mentre cambierà, con sfacciata inaugurazione in pompa magna come se fosse una grandissima novità, la sede dell’Urp, nuovamente trasferita, questa volta all’interno di Palazzo dei Chierici, di fronte al Palazzo di Città.

Una beffa spacciata per sensibilità nei confronti dei cittadini, confidando in un deficit di memoria su come siano andate, in realtà, le cose.

Bisognerà attendere la rimozione di Bianco per rimettere le cose a posto, visto che il rispetto delle sentenze della magistratura evidentemente non era considerato un esempio per i cittadini, oltre che un dovere.

Salvo Pogliese restituisce a Molino quel che gli era stato illegittimamente sottratto. Il 19 giugno scorso, dopo 5 anni di emarginazione, è di nuovo capo dell’ufficio stampa. E il 4 marzo l’Urp tornerà nella sua sede ideale, nel palazzo dei cittadini di Catania. Giorni 1 comincerà il trasloco da Palazzo dei Chierici e tre giorni dopo il personale entrerà in servizio dove era decisamente più utile tempo fa. Certo, la situazione non è quella del periodo in cui amministrava Stancanelli. Non si era alle prese col dissesto, i pensionamenti e lo spostamento di impiegati non aveva snellito il personale, riducendolo alle attuali, 5 unità.

Ma è un segnale che alimenta una fiammella di speranza. Il Palazzo degli Elefanti che è pronto a riaccogliere i suoi cittadini per ascoltare ansie, denunce, domande è una mano tesa. Sa di cerchiamo di aiutarvi, cerchiamo di aiutarci.

 

 

 

 

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