Occhio alla macchina nera. Sembra il titolo del sequel del caposaldo del thriller cinematografico in cui i protagonisti sono dei veicoli indemoniati o che sono al centro di vicende misteriose.

Ma la vicenda che stiamo per raccontarvi non è frutto della fantasia, anche se, per ora, avvolta dal mistero. E la macchina non è nera, ad essere precisi precisi, è “scura, blu o azzurro scuro, il modello potrebbe essere una Fiat Punto”.

Daniele Cutuli lavora in un rifornimento di benzina di Tremestieri Etneo, a due passi da Catania e ancor di meno da Sant’Agata li Battiati, il teatro di quel che ha vissuto il padre sabato mattina e che vuole rendere pubblico per mettere in guardia soprattutto “gli anziani al volante, perché sembrerebbero le prede preferite”.

Di chi? Di una coppia, con tre bambini a bordo. Si aggira sull’auto che ci ha descritto Daniele nel territorio di Tremestieri e Sant’Agata li Battiati e cerca di estorcere denaro con una truffa vecchia come il cucco, ma che, a quanto pare, dà ancora i suoi frutti quando le vittime sono più vulnerabili.

“In via Leonardo da Vinci, tra Battiati e Tremestieri, mio padre è stato attirato con l’inganno di aver urtato lo specchietto – racconta Daniele – l’auto che vi ho descritto così come lui se la ricorda, con a bordo una coppia e tre bimbi, lo ha inseguito e invitato a fermarsi per  discutere dell’accaduto. Mio padre, però, prontamente ha risposto che avrebbe chiamato i carabinieri”.

“Ma l’uomo alla guida non demorde, vuole a tutti i costi che mio padre accosti per chiamare i carabinieri, come se non gliene importasse. Allora a mio padre viene l’idea di dire loro che si sarebbe fermato al rifornimento di benzina (dove io lavoro, ma, ovviamente, all’uomo non lo ha specificato) per valutare cosa fosse successo. Ma l’auto ha cambiato direzione appena ha raggiunto l’incrocio di Tremestieri…”.

E così, quando il padre raggiunge il figlio senza l’auto alle calcagna e racconta quanto avvenuto davanti ad alcuni clienti, si scopre che già ad altri era capitata la stessa disavventura nei giorni scorsi.

“Parlandone con alcuni clienti – ci riferisce Daniele – abbiamo trovato coincidenze: auto scura, un uomo, una donna e tre bimbi. Soltanto che le persone con cui abbiamo parlato non si sono avvedute in tempo della truffa: l’uomo, lamentando la rottura dello specchietto della sua auto, è riuscito a farsi dare 50 euro come risarcimento, spacciato per accordo bonario per non fare scattare l’aumento dell’assicurazione”.

“Quindi – conclude Daniele Cutuli – invito chiunque abbia già subito quel che è successo a mio padre di segnalare ai carabinieri e in tutti i modi possibili, prima che qualcuno subisca un trauma, mi riferisco soprattutto agli anziani, visto che l’atteggiamento è anche minaccioso”.

 

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