“Un grande uomo, un grande archeologo. Condoglianze sentitissime”; “Non ci posso credere”; “Che brutta notizia, ha dell’impossibile. Grande stima per sempre professore”; “Non è giusto morire. Non è giusto morire così, per nessuno. E non è giusto morire così per una persona perbene come lui. Non è giusto, è una cosa schifosa che mi ammalora e addolora. Destino amarissimo e cattivo”; “Immenso cordoglio per la famiglia, la notizia è sconvolgente e sconcertante. Morto nel fare il suo lavoro. Una persona che meritava quel posto, degna di ricoprirlo per i suoi meriti scientifici e lavorativi”.

E’ soltanto un piccolo estratto dei messaggi di cordoglio che stanno riversandosi sul profilo Facebook di Sebastiano Tusa. Dell’amatissimo, stimatissimo professore nato a Palermo 66 anni fa. Morto mentre faceva quel per cui era apprezzato e che aveva suggerito al presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci di affidargli l’assessorato ai Beni Culturali: l’archeologo di fama internazionale era in viaggio per attingere e diffondere Sapere. C’era anche lui su quel maledetto Boeing 737 partito da Addis Abeba per dirigersi a Nairobi e che si è schiantato questa mattina in Etiopia.

Tusa, che era anche Sovrintendente del Mare della Regione, era diretto in Kenia per un progetto dell’Unesco, dove era già stato lo scorso Natale insieme con la moglie, Valeria Patrizia Li Vigni, direttrice del Museo d’Arte contemporanea di Palazzo Riso a Palermo.

Sebastiano Tusa con la moglie
Esattamente era diretto a Malindi, per una conferenza internazionale promossa dall’Unesco con la partecipazione di archeologi provenienti da tutto il mondo. L’Unesco ha espresso interesse a fare campo a Malindi per farne il centro di interesse storico e di recupero delle tradizioni e della cultura di tutto il Kenya. Il professore era stato chiamato proprio in virtù della sua competenza nel settore dell’archeologia marina. Le ricerche di Tusa e del suo staff, di concerto con il direttore del Museo Nazionale di Malindi Caesar Bita, hanno evidenziato grosse potenzialità nell’ambito dei ritrovamenti sotto la superficie dell’oceano indiano, al largo di Malindi.
Di recente, la sua passione per il compito affidatogli all’interno della Giunta regionale e la sua disponibilità lo avevano visto protagonista a Catania, dove, tre settimane fa, ha partecipato alla presentazione del volume della NeonEdizioni, Libertinia, per sostenere il progetto di rinascita dei borghi rurali siciliani ed esaltare “La terra, perché la terra è la base di tutto, è cultura, è lavoro dell’uomo, è storia”, ci ha dichiarato nella nostra intervista, che riproponiamo integralmente nel video.
Con Tusa, altri 7 italiani fra i 157 passeggeri del volo Ethiopian Airlines.

 

“Sebastiano Tusa è stato protagonista di celebri campagne di scavi in Italia e in tutto il mondo – è il commosso commento del direttore del Parco Archeologico dei Campi Flegrei, Paolo Giulierini – Con lui il Parco Archeologico dei Campi Flegrei aveva avviato una serie di iniziative e firmato un protocollo per la tutela e la promozione dell’archeologia subacquea, grazie alla sua lungimirante visione. Con la sua scomparsa tutto il mondo della cultura perde in modo brutale un intellettuale di prestigio assoluto, che lascia un vuoto incolmabile”.

 

 

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