E’ difficile da spiegare, ma l’aria del Massimino oggi, così primaverile e piacevole, faceva presagire che il Catania avrebbe potuto centrare l’impresa. Così è stato. Il Catania è una squadra forte, nessuno l’ha mai messo in dubbio, ma battere una squadra che, fin ora, non avevo perso nemmeno una partita, non è cosa che capita tutti i giorni. Dunque è un’impresa.

Un rigore di Lodi regala alla squadra di Walter Novellino la vittoria contro la capolista indiscussa del campionato, la Juve Stabia di Fabio Caserta che da oggi ha qualche certezza in meno e un’avversaria in più per la promozione diretta in Serie B. Il Catania c’è, sia perché la classifica dice che è lecito crederci, sia per quello che si è visto in campo in queste ultime 2 partite. Una squadra che, come ha detto Silvestri in sala stampa, “ha imparato a giocare da squadra di Serie C”. Se a questo si aggiungono le prestazioni degli uomini chiave, il recupero di campioni come Marchese e l’apporto fondamentale di 15 mila persone sugli spalti, il dato è tratto così come i 3 punti ed una rinnovata speranza di poter ancora competere alla vittoria del campionato. Il Catania contro la capolista ha giocato a calcio, ha segnato su rigore, ha sprecato numerose occasioni per chiudere, ma ha anche sofferto e stretto i denti come è giusto che sia quando batti chi non ha mai perso.

Novellino ha preso per mano il Catania e l’ha fatto diventare grande e consapevole, ma soprattutto gli ha dato serenità; quella serenità fondamentale a portare a casa una vittoria anche quando si è in vantaggio di appena un gol.

Il campionato è ancora aperto: la sconfitta, pesante, del Trapani in casa del Francavilla lascia invariata la distanza tra la prima e la seconda, mentre il Catania rosicchia punti a tutti. Sei quelli di distanza dalla Juve Stabia, 4 dal Trapani e 6 quelli di vantaggio sul Catanzaro, con ancora una partita da recuperare al Massimino contro la Viterbese.

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