Era tutto premeditato. Giudice e carnefice. Eccolo, Filippo Marraro, mentre rapisce quella ex moglie che non poteva permettersi di rinascere, di rifarsi una vita, lontana da lui, lontana dal mostro che ha strappato alla figlia 17enne ed al figlio 12enne la madre, Loredana, che una settimana prima di morire aveva commentato così una foto pubblicata dalla figlia…

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Il video che abbiamo la possibilità di mostrarvi in esclusiva documenta gli ultimi istanti di vita di Loredana Calì e inchioda definitivamente, tragicamente alle sue responsabilità l’assassino.

Marraro attende che Loredana esca da casa sua in via Giulio Cesare, a Catenanuova, il centro dell’ennese dove lunedì’ il 51enne gestore di un autolavaggio, separato da più di un anno da quella donna che considerava roba sua, ha messo in atto il suo agghiacciante piano.

Ha la pistola in pugno, Marraro. Loredana cerca di allontanarsi, ma lui la tira con violenza per i capelli raccolti in una coda e, puntandole l’arma alla testa, la obbliga a salire in macchina, a mettersi al volante, per poi accomodarsi alle sue spalle e obbligarla a raggiungere il luogo scelto dove consumare quella che, secondo la sua grettezza, ha definito una vendetta.

Il resto, è tristemente noto. Loredana raggiungerà la casa di campagna della sua famiglia dove il balordo la costringerà a dirigersi e lì, dopo averla fatta inginocchiare, la ucciderà con due colpi di quella pistola che vedete nel video, con la quale l’ha minacciata, terrorizzata, annientata.

E all’orrore si aggiunge un dettaglio inquietante. Che turba, perché forse Loredana poteva essere salvata. L’autore del video ha chiamato il 112 soltanto dopo avere registrato la scena, senza intervenire almeno, chessò, con un rumore, un urlo, qualcosa che potesse, magari, fare allarmare il rapitore e fuggire o distrarlo e permettere a Loredana di allontanarsi. Forse non sarebbe servito lo stesso, avrebbe soltanto anticipato quel che Marraro aveva, comunque, intenzione di fare, così come aveva pianificato. Chissà. Resta il fatto che una donna è stata tirata per i capelli, rapita sotto la minaccia di una pistola e chi ha visto si è mosso solo per premere il tasto sul cellulare che avvia la registrazione di un video. E dovrebbe fare riflettere. Dovrebbe farci riflettere.

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