Il Tribunale del Riesame di Catania, presieduto da Sebastiano Mignemi, ha confermato l’ordinanza di custodia cautelare nei confronti dei tre giovani arrestati per violenza sessuale su una 19enne statunitense.

I giudici hanno così respinto l’istanza avanzata dai legali degli indagati, che avevano sollecitato l’annullamento dell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip segnalando alcune presunte contraddizioni importanti nell’inchiesta, così come il luogo da cui la ragazza dice di avere inviato i messaggi vocali e le richieste di aiuto e il fatto che i tre indagati forniscono da subito un’unica versione senza contraddirsi e sono gli unici che mantengono nei loro telefonini tutti i dati senza alcuna cancellazione o alterazione. Inoltre, i legali avevano inserito nella linea di difesa un referto medico che non certifica gli abusi, la cancellazione di messaggi su WhatsApp che danno un’altra versione dell’accaduto, la presenza di liquido seminale nel sottoscala della casa della vittima che apparterebbe a uno degli indagati, il quale avrebbe avuto un rapporto sessuale consenziente con lei dopo i fatti denunciati. Una barista dopo l’aggressione ha visto lei e uno degli indagati nel locale del centro storico dove lavora chiedere informazioni sulla strada per riaccompagnarla a casa ed esisterebbe una precedente denuncia del febbraio 2019 contro un giovane di cui non si trova traccia.

Le motivazioni del rigetto della richiesta di annullamento degli arresti saranno rese note entro 45 giorni. La Procura di Catania ha richiesto al Gip Simona Ragazzi un incidente probatorio con la deposizione della diciannovenne statunitense, assistita dall’avvocato Mirella Viscuso, che dovrebbe nei prossimi mesi tornare appositamente in Italia.

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