La Procura Distrettuale della Repubblica di Catania ha chiesto e ottenuto l’aggravamento della misura cautelar e del divieto di avvicinamento con la reclusione di un 31enne alla ex fidanzata ed alla madre di quest’ultima per atti persecutori nei loro confronti.  Ad eseguire la misura sono stati i Carabinieri della Stazione di Catania Piazza Verga al termine di una lunga vicenda, durata tre anni, fatta di minacce e persecuzioni da parte dell’uomo in preda ad un’ingiustificata gelosia che, quando la ex compagna ha deciso di troncare la relazione, ha cominciato ad appostarsi sotto casa della ragazza, condurre pedinamenti, minacciando lei e la madre tramite telefono e social network.

La situazione portò la madre della ragazza, una donna anziana afflitta da diverse patologie, anch’ella vittima dello stalker, a chiedere aiuto ai carabinieri di piazza Verga in luogo della figlia che, terrorizzata, non ha mai trovato il coraggio di denunciare l’uomo, provocando una prima incarcerazione.

Successivamente, probabilmente per paura di ritorsioni, la madre decise di ritirare la denuncia, portando di fatto alla scarcerazione del persecutore, che invece di recedere dal suo comportamento lo ha inasprito, scagliando dei sassi contro gli infissi della casa delle due donne, minacciando le vittime urlando “prima che io vada in carcere vi ammazzo tutte e due, a tua figlia con l’acido ed a te facendoti a pezzi”. L’episodio portò, nell’ottobre scorso, ad una misura cautelare in carcere. L’8 marzo scorso il G.I.P. etneo ha condannato l’uomo ad un anno di reclusione, sostituendo la detenzione in carcere con il divieto di avvicinamento alle persone offese, nonché intimandogli di non comunicare con le predette con qualsiasi mezzo, anche informatico, telefonico e telematico.

Misura che purtroppo il condannato ha disatteso in maniera sistematica iniziando a tormentare telefonicamente la ex e la di lei madre, tanto da indurle a disattivare e sostituire le utenze telefoniche, sia fisse che mobili, nonché presentandosi fin sotto casa delle vittime dove rinnovava le minacce “appena scendi in strada ti brucio la faccia ed a tua madre la faccio a pezzi “.

Episodi che, puntualmente relazionati dall’Arma di piazza Verga all’Autorità Giudiziaria, ne hanno consentito l’arresto e la traduzione nel carcere di Catania Piazza Lanza.

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