I lavoratori della Dacca, dopo l’annuncio della chiusura dello stabilimento, hanno occupato la fabbrica di Aci Catena Le ragioni, secondo quanto comunicato ai sindacati, risiedono nella crisi di liquidità causate da criticità della Grande distribuzione, ritardi o mancati pagamenti dei clienti o nel loro fallimento.  Cgil, Cisl e Uil, che subito dopo l’incontro hanno proclamato un’assemblea generale di tutti i lavoratori, durante la quale è stata decisa l’occupazione permanente dello stabilimento, insieme a Filctem, Femca e Uiltec, annunciano una richiesta di convocazione urgente in Prefettura con l’obiettivo di una convocazione al Mise. I sindacati ritengono “inaccettabile che Catania e la Sicilia, possano perdere – purtroppo ancora una volta – un’azienda di eccellenza ed un marchio storico come Dacca”.

“Pur comprendendo le problematiche finanziarie della società – affermano in una nota – stigmatizziamo la decisione aziendale che lascia per strada, senza alcuna fonte di reddito, gli oltre 100 lavoratori che già da mesi sono privi di stipendio e che, in seguito alla fine del lunghissimo periodo nel quale si è fatto ricorso ai contratti di solidarietà, i successivi licenziamenti collettivi, avevano attuato una volontaria auto-riduzione dell’orario di lavoro e dello stipendio”. Per Cgil, Cisl, Uil, Filctem, Femca e Uiltec di Catania la Dacca è “la prima vittima di una politica che non è in grado, o peggio, non è interessata, a gestire e governare i processi di cambiamento e che, facendosi paladina di un ambientalismo di facciata, soddisfa le sacrosante necessità di tutela ambientale senza che ci sia una gestione dei processi di transizione verso produzioni eco-sostenibili”.

Sulla vicenda è intervenuto anche il primo cittadino di Aci Catena, cittadina che ospita gli stabilimenti Dacca. Il sindaco, Nello Oliveri, chiede un “urgente tavolo tecnico per tentare di scongiurare la definitiva chiusura dell’azienda e trovare alternative aziendali”. La richiesta è contenuta in una lettera inviata anche al presidente della Regione, ai ministri delle Politiche sociali e dello Sviluppo economico, alla Direzione regionale del lavoro e al Centro per l’impiego di Catania. Oliveri sottolinea che “l’azienda vanta ben 47 anni di attività ad Aci Catena, che è stata fucina di occupazione per centinaia di famiglie catenote mantenendo viva l’economia locale e che allo stato per motivi di crisi aziendale si rischia di compromettere anche l’ordine pubblico locale”.

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