Dopo il silenzio stampa deciso dalla società nella parte finale della scorsa stagione, l’amministratore delegato del Catania Pietro Lo Monaco torna a parlare in conferenza , come al solito, non le manda a dire: “Ci lecchiamo le ferite, per come è finita la stagione, ma ripetiamo. La verità è che la scorsa stagione, per tutto l’anno, non siamo riusciti a diventare un gruppo coeso. Il Catania adesso è una società forte. Tre anni fa quando si parlava di Catania scappavano tutti. Oggi dopo appena tre anni il Catania è una società forte, rispettata, stimata e anche temuta. E frutto di quanto è stato fatto”.

Rispetto al suo futuro in rossazzurro l’ad non ha dubbi: “Non farò più lo stesso errore del 2012, questa volta non me ne vado. Non farò morire il Catania la seconda volta”

Il lavoro per risanare l’azienda continua di pari passo al lavoro del campo: “Ripartire è il nostro obbligo, coscienti di quale sia la nostra situazione. Il Catania ha risanato, ricavato e con le stesse cifre stiamo risanando. Non abbiamo più la pressione ma per risanare tutti i debiti servono anni”.

Il futuro della rosa, sul campo, è sicuramente uno dei temi più caldi: “In tre anni abbiamo comprato 55 giocatori. E per la prossima stagione allestiremo ancora una volta la squadra per vincere. La proprietà garantirà le cifre economiche che serviranno. Nei prossimi giorni incontreremo Sottil e discuteremo di tutto ciò che servirà”.

In merito al nuovo possibile allenatori dei no secchi sono stati detti, così come sono stati confermanti i giocatori che rimarranno in rossazzurro: “Lucarelli e Grassadonia non arriveranno, Italiano sta ancora allenando il Trapani. Riguardo la rosa una buona parte rimarrà con noi, altri giocatori si accaseranno altrove: Curiale, Di Piazza, Silvestri, Manneh, Sarno e Calapai rimarranno al 100%. Pisseri, forse, è stanco di stare qua. Barisc tornerà dal prestito al Padova. Aya, negli ultimi tre mesi, non ha mai voluto rinnovare, è a scadenza e si accaserà altrove”.

In merito a Pulvirenti, Lo Monaco si è così espresso: “il patron ha ancora un anno di squalifica ma poi sarà normale il suo rientro nel consiglio di amministrazione.

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