Il modus operandi era sempre lo stesso. Violento. Particolarmente, insensatamente violento. Armati di taglierino. Il piacere di accanirsi sulle vittime anche se non opponevano resistenza, anche se inermi.

Una banda di criminali di Catania aveva scelto come territori di caccia l’Alta Toscana e la Liguria. Pendolari per rapinare le banche, per picchiare selvaggiamente con calci e pugni gli impiegati fino a provocare lesioni per le quali è stato necessario ricorrere alle cure mediche.

Grazie alla collaborazione fra i carabinieri del comando provinciale di Lucca e di Catania sgominata la banda composta da Giuseppe Cosentino (57 anni) e il figlio Glauco (26), Giuseppe Iuppa (47), Giovanni Nicosia (26) e dal 19enne Antonio Florio.

Per i cinque, tutti pregiudicati, l’accusa è di rapina aggravata. Secondo quanto emerso dalle indagini, dopo due colpi, quelli dello scorso 30 aprile nella Cassa di Risparmio di Volterra a Lunata di Capannori (Lucca) e del 5 luglio nel Monte dei Paschi di Siena di Marina di Massa (Massa Carrara), la banda aveva pianificato di assalire altre banche dei territori dove già aveva seminato il terrore minacciando e razziando. I cinque, affermano i militari, avevano messo a punto un articolato disegno criminoso che prevedeva la commissione di numerose rapine nelle province di Lucca, Pisa e Massa, in Toscana, e di La Spezia, in Liguria.

Gli arrestati hanno utilizzato come base d’appoggio un appartamento affittato nel centro di Massa Carrara, la cittadina toscana raggiunta dalla Sicilia a bordo di vetture non riconducibili a loro e con le quali hanno effettuato anche i sopralluoghi nelle zone dei loro obiettivi.

I Cosentino e Iuppa sono adesso rinchiusi nel carcere catanese di Piazza Lanza, Nicosia e Florio in quello di Augusta, nel siracusano.

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