“Un papà straordinario, un fratello Motociclista che ci lascia, che cosa orribile…
Cristofaro Musella porterò con me quei pochi ricordi che ho di te un abbraccio forte ovunque tu sia”.

Giuseppe Arena non si capacita. Collega, amico, appassionato come lui, come Cristofaro, che non c’è più, che è stato costretto a dire addio alla moglie, ai suoi figli ancora troppo piccoli per abituarsi all’assenza dell’abbraccio paterno, un bambino e una bambina, uno innamorato dei motori così come il padre, della danza l’altra. Passioni che inorgoglivano Cristofaro, così come testimoniano le numerose foto sul suo profilo social.

39 anni, napoletano, Cristofaro Musella è stato falciato da un’auto mentre attraversava la Statale 114, di fronte al Residence Galatea, territorio di Acitrezza, borgo marinaro sulla costa catanese. Era in Sicilia per il suo lavoro, ispettore di una nota catena di supermercati.

Un destino balordo. Cristofaro aveva accostato per comprare le sigarette da un distributore automatico, mentre stava per attraversare una Opel guidata da un trentenne di Aci Castello lo ha centrato, complice, forse, la scarsa illuminazione notturna in quel tratto di strada. Il collega di Musella che lo aveva accompagnato non ha potuto fare altro che assistere all’improvvisa tragedia.

Cristofaro non è morto sul colpo, ha cercato di resistere, di restare aggrappato alla vita, ma dopo una flebile speranza suscitata dai primo soccorsi, il suo cuore ha smesso di battere.

La salma è stata trasportata all’ospedale Cannizzaro di Catania, dove sono giunti i familiari dalla Campania. Sull’incidente indaga la polizia municipale di Aci Castello.

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