“La posizione della Sibeg ci sembra strumentale, un pretesto. L’azienda, che imbottiglia la Coca Cola, dimezza il personale e minaccia di chiudere a Catania e di volere delocalizzare in Albania per la sugar tax e per la tassa sulle plastiche, ma si ha tutta l’impressione che si tratti di una decisione presa in precedenza per risparmiare sul costo del lavoro”.

Lo afferma Tonino Russo, segretario generale della Flai Cgil Sicilia, allarmato e insospettito  da quel che ha dichiarato Luca Busi, l’ad dell’azienda siciliana: “Abbiamo lanciato il nostro grido d’allarme già diverse settimane fa, per dire “no” a sugar e plastic tax. Avevamo paventato il taglio di 151 posti di lavoro nel nostro stabilimento di Catania, ma con l’annuncio odierno di Coca-Cola Hbc il rischio diventa ancora più grande. La sospensione di investimenti in Italia da parte del Gruppo e l’annuncio dell’acquisto di arance per la Fanta non più in Sicilia ma all’estero, con il fine di sgravare i costi appesantiti oltremodo dalle misure del Governo, spingerebbe davvero la Sicilia nel baratro. Sibeg dovrà fare i conti non più con il ridimensionamento di produzione e risorse, ma con la sopravvivenza stessa dell’azienda”.

Busi, inoltre, ha puntato l’indice contro il Governo: “Avevamo ricevuto rassicurazioni dal viceministro Buffagni durante la sua visita istituzionale nei nostri stabilimenti, con la disponibilità ad aprire un dialogo costruttivo che potesse rassicurare l’intero comparto, ma purtroppo il Governo è andato dritto per una strada che trascina tutti in un burrone, senza tener conto dei sacrifici di quelle piccole realtà che già a fatica tentano di sopravvivere in un mercato altamente competitivo e in un territorio difficile come la Sicilia”.

“Ovviamente ci opporremo a questo disegno con tutte le iniziative di mobilitazione che saranno necessarie – assicura, di contro, Russo  – Resta l’amaro in bocca del vedere ancora una volta un’azienda non nutrire alcuna responsabilità sociale, nei confronti dei lavoratori e di misure su cui certamente si è discusso e si può continuare a discutere ma comunque finalizzate alla salvaguardia dell’ambiente e della salute”.

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