Nellina saluta. La “Nannarella” siciliana si è spenta ieri sera, nella sua casa, nella sua Catania, con accanto il marito, il regista Gianni Scuto.

Il mondo del teatro, della cultura, dell’impegno sociale perde un altro tassello importante. Catania piange, soprattutto, una guerriera. Perché Nellina Laganà ha combattuto sempre, con l’intelligenza, con l’ironia che la caratterizzava, senza mai cedere di un passo quando aveva un obiettivo, quando riteneva giusto sposare una causa, quando il destino l’ha costretta ad una lotta impari contro un male incurabile.

“Quando sei gravemente malato, hai due opzioni: accetti la tua condizione e ti affidi a cure dure e dolorose oppure trovi un ciarlatano che ti promette di risolvere tutto con la spremuta di cetriolo”, aveva scritto il primo giorno sulla sua pagina Facebook, dov’era molto attiva e seguita, ancor di più su Twitter, dove il suo account vantava migliaia di follower.

Perché i 73 anni non contavano, non pesavano su uno spirito vivace, curioso, nonostante quell’ospite indesiderato, nonostante i cicli di chemio che non hanno vinto sulla sua passione.

Nellina ha lavorato fino allo stremo. Era stata in tournee con la compagnia di Gabriele Lavia che sta portando in scena con successo I Giganti della Montagna. Da oggi fino domenica si sarebbe rialzato il sipario nella tappa di Bologna, per poi procedere verso Sud, fino a Catania, dove Nellina sarebbe stata diretta da Lavia sul palcoscenico del Teatro Verga dal 8 al 12 febbraio.

Protagonista di numerosi spettacoli in cui il pubblico si è spellato le mani per la sue interpretazioni, Nellina ha manifestato le sue doti artistiche anche sul grande schermo, fa parte del cast di Nuovo Cinema Paradiso, e in televisione: appare in alcuni episodi della saga del Commissario Montalbano, nella quale, fra gli altri, ha condiviso il set pure col compianto Marcello Perracchio, l’indimenticato medico legale della serie.

“Non potrò mai dimenticarti, Nellina mia. Grazie per tutta la bellezza e la generosità che ci hai donato”, scrive Giusy Marraro, una delle sue amiche, che sintetizza il lutto, sentito, sofferto profondamente, delle numerosissime persone che l’hanno conosciuta, stimata, amata, anche perché ha contribuito ad abbellire il volto di Catania.

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