Sono centinaia i fuorisede rientrati in tutta fretta dalle zone rosse istituite dal Governo per cercare di arginare il contagio da Coronavirus. Centinaia solo a Catania. Ed a confermarlo non è soltanto quel che vi abbiamo documentato ieri.

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Stamattina i telefoni dell’Urp (Ufficio relazioni col pubblico) del Comune di Catania non hanno smesso di squillare. Linee intasate da catanesi appena rientrati dalla Lombardia, dalle altre zone rosse o da viaggi in nazioni dove si è già diffuso il virus per chiedere a chi rivolgersi per comunicare la loro presenza in città.

Ecco perché l’amministrazione comunale ha diffuso anche tramite le agenzie di stampa un comunicato con le indicazioni richieste che hanno mandato in tilt l’Urp: “Le persone che rientrano a Catania provenienti dalla Lombardia e da una delle 14 province del Nord Italia indicate dal Dpcm dell’8 marzo 2020 dovranno effettuare una segnalazione anche al servizio Protezione civile comunale telefonando all0 0957425157 dalle 8 alle 20.00 o inviando una mail a protezionecivile@comune.catania.it. L’iniziativa è in linea con l’ordinanza firmata ieri dal governatore Nello Musumeci per fronteggiare l’emergenza Covid-19”.

Nessun accenno, però, a quel che lamentano i dipendenti da quando l’emergenza Coronavirus ha varcato pure lo Stretto. Perché, paradossalmente, mentre si bombarda la popolazione con spot coi consigli per cercare di arginare la diffusione del contagio, raccomandando soprattutto l’igiene, i dipendenti dell’Urp, dell’ufficio che più degli altri, quindi. è a contatto con lo cittadinanza, non hanno ricevuto alcun dispositivo sanitario. Da tempo sono state chieste mascherine e dispenser per l’erogazione di un igienizzante, ma ancora nulla è stato messo a disposizione degli impiegati.

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