Dall’inizio dei controlli, i tamponi negativi analizzati dai laboratori regionali di riferimento- Policlinici di Palermo e Catania- sono 1.496, sono stati trasmessi all’Istituto superiore di sanità 130 campioni, 15 più di ieri.   Di questi risultano ricoverati 44 pazienti (dieci a Palermo, quindici a Catania, sei a Messina, uno a Caltanissetta, quattro ad Agrigento, due a Enna, due a Siracusa e quattro a Trapani) di cui solo 7 in terapia intensiva, mentre 82 sono in isolamento domiciliare, due sono guariti e due deceduti. I casi nelle province italiane: Agrigento, 18; Caltanissetta, 2; Catania, 57; Enna, 2; Messina, 9; Palermo, 28; Ragusa, 2; Siracusa, 8; Trapani, 4. In totale sono 130 i pazienti, di cui 44 ricoverati (solo 7 in terapia intensiva), 82 in isolamento domiciliare.

Un neonato di cinque mesi, il primo in Sicilia, è stato contagiato dal coronavirus.

E’ il figlio della donna di 37 anni di Giuliana, nel Palermitano, che era stata trovata positiva al virus e che si trova ricoverata all’ospedale “Cervello” del capoluogo. Il tampone eseguito anche sul padre ha dato esito positivo. Il bimbo lo scorso 2 marzo era passato dal reparto di pediatria dell’ospedale di Corleone per una bronchiolite, assistito dalla madre. La mamma, poi, è ritornata in ospedale lo scorso 10 marzo per una sintomatologia addominale, i sanitari l’hanno sottoposta ad un tampone risultato positivo. A questo punto, l’ospedale ha inviato una équipe a casa della famiglia per eseguire il tampone su tutti i familiari. Il neonato, che starebbe meglio, è stato dimesso e si trova in isolamento domiciliare a Giuliana assieme al papà. Il reparto di pediatria è stato sanificato ed è stato decisa la chiusura temporanea del reparto. Cinque infermieri e tre operatori socio sanitari sono già stati sottoposti al tampone che ha dato per loro esito negativo, mentre per l’esito del tampone di 4 pediatri i risultati si avranno nel pomeriggio. Il provvedimento di chiusura della pediatria è valido fino a domenica.

Mentre a Catania caso di coronavirus per un medico dell’Azienda Garibaldi. Sono state attivate immediatamente tutte le misure di sanificazione e contenimento previste. Lo rende noto la stessa azienda precisando che “il medico è ricoverato nell’ospedale Garibaldi-Nesima e le sue condizioni di salute non destano particolare preoccupazione”. Misure preventive sono state intraprese anche per i pazienti dei luoghi dove il medico opera, per i quali sono state attivate le procedure di dimissioni e di proseguo dell’osservazione domiciliare, nonché per le relative attività ambulatoriali.

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