“La siccità è la prima causa di carestie nel mondo che, per effetto dei cambiamenti climatici e senza adeguate infrastrutture, rischia di diventare un fenomeno endemico anche nel Sud Europa”.

E’ quanto dichiara il direttore generale dell’Anbi, l’Associazione nazionale dei Consorzi per la gestione e la tutela del territorio e delle acque irrigue, Massimo Gargano, in occasione della Giornata mondiale della Terra.

“E’ quanto mai necessario aumentare la capacità di stoccare l’acqua quando c’è, per utilizzarla nei momenti di bisogno”, spiega Garagano, secondo il quale occorre adottare politiche di controllo capaci di garantire la produzione di cibo, la coesione tra Regioni e Stati, la sicurezza alimentare per favorire il contenimento dei flussi migratori provocati dal fabbisogno idrico.

Anche perché, ricorda il presidente dell’Associazione, Francesco Vincenzi, “su una popolazione mondiale di oltre 7,5 miliardi, circa 1 miliardo di persone non ha accesso all’acqua potabile, mentre 2,5 miliardi non ne dispone a sufficienza per le pratiche igieniche ed alimentari”.

Intanto per quanto riguarda lo stato delle risorse idriche in Italia, secondo il bollettino dell’Anbi, cresce la preoccupazione per la portata del fiume Po dimezzata rispetto alla media storica e inferiore del 20% sull’anno scorso, ma è il Sud a pagare il prezzo più alto dove la stagione irrigua 2020 appare irrimediabilmente pregiudicata in Puglia, Basilicata e Sicilia.

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