Era stato trasferito per motivi di “incompatibilità ambientale”, ma grazie ad una sentenza un dipendente potrà tornare a lavorare a Vallelunga Pratameno.

E’ quanto stabilito dal giudice del Tribunale di Caltanissetta, Ivana Francesca Mancuso, dopo che l’uomo aveva fatto ricorso tramite il suo avvocato Salvatore Tona.

L’uomo nel 2016 era stato trasferito da Vallelunga a Mussomeli e a nulla erano valse le sue rimostranze sul fatto che il figlio è portatore di handicap e che proprio per questo sarebbe dovuto rimanere nel suo comune di residenza.

Sul tema, il legale di Caltaqua aveva sottolineato che l’handicap non fosse così grave da modificare la decisione aziendale.

Non è stato così per il giudice che ha richiamato le norme contenute nella Carta di Nizza e nella Convenzione delle Nazioni Unite, secondo le quali “il trasferimento del lavoratore è vietato anche quando la disabilità del familiare, che egli assiste, non si configuri come grave, a meno che il datore di lavoro, a fronte della natura e del grado di infermità psico-fisica del familiare, provi la sussistenza di esigenze aziendali effettive ed urgenti, insuscettibili di essere altrimenti soddisfatte”.

Nella sentenza si legge inoltre che “il datore di lavoro non ha dato prova della sussistenza di ragioni organizzative e produttive che siano tali da giustificare la lesione di un diritto, che non è certamente illimitato ed assoluto, ma che ha pur sempre rilevanza costituzionale”

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