“Questa è la mia denuncia di madre, moglie e docente, ma soprattutto di CITTADINA che, così come altri purtroppo, si sente abbandonata e sequestrata da un sistema al collasso.
Nel momento in cui si riceve un esito positivo al Covid-19, il tuo mondo viene completamente stravolto: il primo pensiero è ovviamente rivolto allo stato di salute tuo e di chi ti sta vicino, per poi iniziare a passare in rassegna tutti i tuoi contatti, da quelli più vicini e recenti (familiari, amici, alunni, colleghi) fino a tornare indietro di ore, giorni, come in una moviola che però non va a rallentatore ma corre veloce e tu non la puoi fermare. Da qui comincia un calvario, fatto di un grande e profondo senso di colpa, un’impotenza che ti attanaglia e che, nonostante tu SAI di aver fatto tutto, seguito regole, protocolli, misure di sicurezza….ti rivela che sei stato comunque colpito”.
Comincia così lo sfogo di Tiziana Marchese, residente a Misterbianco, importante centro alle porte di Catania. E’ un urlo di dolore, un affresco drammatico di quel che sta avvenendo nel capoluogo etneo e nei territori che da esso dipendono. Perché quel che rivela è vissuto da migliaia di cittadini, travolti nella loro vita professionale e privata da un cortocircuito organizzativo inaccettabile, soprattutto adesso, dopo l’onda d’urto del primo lockdown che avrebbe dovuto ammonire, insegnare, obbligare il Governo nazionale e quelli regionali ad agire in maniera tale di non rendere ancor più stressanti, insopportabili le restrizioni imposte dall’emergenza Coronavirus.
“Inizia così l’isolamento, DOVEROSO E RESPONSABILE, così come lo è il comunicare e il far sapere. Si fanno scelte difficili e consapevoli, come quella di chiudere l’ attività commerciale di famiglia, sapendo che il danno sarà grande, soprattutto in questo momento di lenta ripresa. Arriva la valanga di chiamate e messaggi di solidarietà e di amicizia, parole e gesti gentili che ti scaldano il cuore! E allora si aspetta: inizia il conto dei giorni…primo, secondo, terzo giorno….squilla il telefono…è l’ ASP che comunica l’ ufficialità della tua condizione e che saremo stati richiamati per il tampone molecolare nei prossimi giorni. Continua il conto dei giorni…e all’8° una seconda chiamata per comunicarci di andare a fare il tampone molecolare presso l’ ospedale Tomaselli….perché ormai l’ Asp non può più venire a casa….troppi casi… troppo pochi loro”, racconta.
“Così cominci a realizzare che il sistema non va, che le falle fanno acqua e che tu ne sarai sommerso. Facciamo il tampone con la speranza e la paura nel cuore…ci dicono che entro 48 ore arriveranno i risultati: cerchiamo di illuderci che forse potremmo essere fortunati, ma la fortuna poco gioca in questo momento!
Sono passati altri 5 giorni e ancora niente, nonostante le mail di sollecito e le chiamate a vuoto. Adesso io mi fermo e penso: ma una Comunità in cosa si caratterizza? Non è forse nel proteggere coloro che ne fanno parte, garantendone assistenza e sicurezza? Ebbene se il nostro dovere di cittadini è quello di rispettare regole, leggi e protocolli…il dovere di chi ci amministra È QUELLO DI TUTELARCI CON AZIONI CONCRETE!”, denuncia Tiziana anche con maiuscole che sottolineano lo stato d’animo, la gravità.
“Per questo il mio appello alle istituzioni e a tutti coloro che si occupano del bene della nostra comunità, un appello che NON HA COLORE POLITICO, poiché reputo che in situazioni di emergenza la Politica, quella VERA, DEVE prescindere dal proprio colore e DARE PRIORITÀ a chi necessita aiuto: pertanto OCCORRONO FATTI E AZIONI CONCRETE! – continua – Sostegno per tutti coloro che si trovano catapultati in questo turbinio di paure, angosce per la propria salute e per il futuro del proprio lavoro….bisogna garantire un minimo di intervento per sopperire alle perdite generate da un sistema che non regge. Troppa burocrazia, troppi passaggi di patata bollente, TROPPO TEMPO PERSO…TROPPO!!! Ogni giorno che passa si perde qualcosa… speranza, serenità, fiducia! Il mio pensiero ovviamente è rivolto alla mia famiglia che sta pagando uno scotto enorme, sotto tutti i punti di vista: fisici, psicologici, economici…e come noi tante altre famiglie e tanti altri lavoratori diventati ostaggi di un sistema assurdo solo per avuto la ” colpa” di essere risultati positivi, dove di positivo non c è proprio più niente!!!”.
“Spero solo di riuscire ad arrivare all’ attenzione di qualcuno che conta…come si dice da noi…perché lo sappiamo bene come funzionano certe cose….e se la mia fosse anche solo una goccia nell’ oceano, poco importa…ciò che conta è aver avuto la forza di PARLARE perché, se è vero che questo maledetto Covid-19 ci ha tolto tante libertà come quella di un abbraccio, di stare insieme alle persone che amiamo o di toccarci… la nostra LIBERTÀ DI PENSIERO E DI PAROLA NON PUÒ E NON DEVE ESSERE VIOLATA!
Firmato…. una madre, una moglie, una docente…una CITTADINA”, conclude.

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