Delusione, rabbia ma anche determinazione per il futuro. L’Ekipe Orizzonte conclude prematuramente la propria esperienza in Coppa Campioni uscendo nella fase dei gironi.

Un brutto colpo per un gruppo che non aveva mai nascosto le proprie ambizioni continentali, costruite ed alimentate nelle ultime stagioni, ma poi travolte e stravolte dalla pandemia in corso che, lo scorso anno, ha stoppato sul più bello la corsa continentale delle etnee, che avevano messo “a mal partito” le campionesse in carica del Sabadell nel confronto dei quarti. Quest’anno, invece, la pandemia e gli impegni delle nazionali in vista delle Olimpiadi, hanno reso imprevedibile e scarsamente gestibile l’attività dei club, costretti ad un calendario diluito nei mesi.

Elementi che rappresentano un buon punto di partenza per analizzare la debacle europea della compagine allenata da Martina Miceli, che giovedì aveva iniziato il proprio percorso travolgendo le francesi del Lille con un 13-4 senza storia.

L’asticella delle difficoltà, per Palmieri e compagne, si è alzata nella giornata di sabato con le due sfide cruciali concentrate in poche ore. In mattinata le etnee avevano ceduto 13-10 alle russe della Dinamo Urlochka, nonostante la caparbia rimonta che dal 7-2 le aveva riportate in parità sul 9-9. Stanchezza e mancanza di lucidità hanno condizionato nel finale le etnee che hanno dovuto cedere il passo alle rivali.

Il  k.o. aveva già pesantemente condizionato la marcia europea dell’Ekipe, che contro le padrone di casa dell’Ujpest avrebbe dovuto vincere con tre resti di distacco sulle ungheresi.  L’8-8 che ha visto anche momenti di grande nervosismo nel finale, invece, certifica l’uscita dalla competizione  con la sfida odierna contro il Sant’Andreu, finita con un largo 7-22 per le siciliane, che è servita alle rossazzurre solo da rodaggio e, se vogliamo, “sfogo” per un’avventura che si immaginava più lunga.

In casa Ekipe nessuna voglia di cercare alibi, con la presidentessa Tania Di Mario che spiega :“Fare quello che abbiamo fatto, malgrado tutti gli sforzi compiuti dalle nostre giocatrici negli ultimi mesi, è stato davvero difficile. Non dimentichiamo che le stesse atlete che escono dalla Coppa Campioni un anno fa vincevano la Supercoppa ed erano sul tetto d’Europa, ma quando otto giorni fa sono tornate a casa (dagli impegni  di qualificazione olimpica con il Setterosa ndr) non sembravano nemmeno loro. In un momento così difficile per le società sportive, a causa del momento storico che stiamo vivendo, sarà molto complicato riuscire a convincere chi ci è stato vicino a continuare a farlo. Non sarà certamente facile giustificare questa mancanza di attenzione per i club, che lavorano per fare crescere queste atlete e le allenano tutti i giorni. A me non piace paragonarmi al calcio, ma lì una cosa del genere non sarebbe mai successa”.

Martina Miceli, invece, commenta così:“Sapevamo che con una condizione mentale certamente non ideale ci saremmo sciolte al primo episodio negativo. Eravamo consapevoli che sarebbe potuto accadere e purtroppo è quello che si è verificato contro l’Uralochka. Poi è anche vero che proprio contro le russe eravamo state molto brave a raddrizzare la situazione, ma a quel punto non avevamo più nè forze nè lucidità. La condizione fisica lascia molto a desiderare e dovremo lavorare davvero tanto su questo aspetto, come sugli automatismi. Sapevamo anche che la partita di stasera sarebbe stata molto difficile, ci abbiamo provato comunque fino alla fine e questo mi è piaciuto tanto. Ho rivisto il sangue agli occhi delle nostre ragazze, quello che so benissimo che tutte loro hanno, che non vedevo da un bel po’”.

CLASSIFICA GRUPPO A: UVSE HUNGUEST HOTEL 10; DYNAMO URALOCHKA 9; EKIPE ORIZZONTE 7; LILLE UC 3; CN SANT ANDREU 0. 

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